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Lo stile giapponese

Il Giappone è da sempre una delle terre più affascinanti per gli europei, per via della sua storia millenaria, della sua cultura raffinata e dei suoi paesaggi quasi onirici che sembrano provenire direttamente dal mondo degli dei. Gli amanti dell’arcipelago nipponico possono averne un po’ in casa loro non solo con oggetti e libri originali, ma anche decorando intere pareti con una carta da parati in stile giapponese. 

Lo stile giapponese indica un particolare tipo di estetica ben preciso e definito, unico nel suo genere e che ha da sempre trovato enorme fortuna in Italia e nell’intera Europa. Questo grazie alle sue peculiarità, caratteristiche che si ritrovano in ogni opera visiva di ispirazione o fattura nipponica:

  • Predominanza del freddo. Non nel senso che lo stile giapponese tende a raffigurare terre ghiacciate e nevose, ma nel senso che c’è una predominanza di colori freddi in quasi tutte le opere giapponesi. Infatti, spesso sono il verde dei prati e delle montagne, il blu scuro dell’oceano, l’azzurro del cielo ad essere i colori protagonisti di questo stile, spesso “aiutati” anche da fiori viola o bordeaux, o al contrario contrastati da vivacissimi fiori e frutti gialli, arancioni e rossi, le piccole punte di colori caldi.
  • Bidimensionalità. Lo stile giapponese, salvo qualche eccezione, non premia la tridimensionalità che invece è un punto chiave della pittura e dello stile Occidentale. Le carte da parati giapponese, sia quelle ispirate alle opere artistiche dell’ukiyo-e o precedenti, sia quelle più giovanili e nerd ispirate ai manga, appaiono come piatte, con contorni ben definiti, che qualcuno potrebbe definire tipici dei disegni dei cartoni animati. Spesso c’è anche scarsa precisione prospettica, anche questo segno di poca tridimensionalità e preferenza ad esaltare elementi sia in primo piano sia sullo sfondo.
  • Realismo d’altri tempi. Soprattutto le carte da parati in stile giapponese che riproducono le opere di artisti nipponici famosi e lontani nel tempo, sono delle vere e proprie rappresentazioni di vita quotidiana. Più raramente, però, è possibile anche trovare opere ispirate a fatti della mitologia shintoista, la religione più diffusa nell’arcipelago del Sol Levante.
  • Colori tenui e sobri, mai troppo accesi. L’arte giapponese fa della sobrietà il suo asso nella manica. Come si è detto, c’è predominanza di colori freddi e già questo contribuisce a smorzare e non poco la vivacità dei colori, i quali comunque anche quando sono caldi come nei tramonti o in raffigurazioni con predominanza di arancione, rosa e giallo, sono sobri, colori pastello, perfetti per ambienti come salotto e camera da letto perché non causano mal di testa ma trasmettono sensazioni di pacatezza e tranquillità.

È bene, comunque, precisare che lo stile giapponese non è solo manga e ukiyo-e, ma conosce davvero tante possibilità di fantasie e texture, tutte che si rifanno a questi “canoni” stilistici precisi, con elementi che richiamano subito la mente a terre lontane – anche dovessero essere solo immaginate.

Ukiyo-e e giapponismo in casa

Meglio partire dai classici. Chi sceglie di avere una parete dedicata al Giappone è molto probabile che lo faccia perché innamorato dell’arte giapponese, che in Europa è conosciuta soprattutto per il movimento ukiyo-e nato nel tardo Settecento e sviluppatosi per tutto l’Ottocento, e che ha nei nomi di Hokusai, Hiroshige, Utamaro e Kuniyoshi i suoi più grandi esponenti.

Nell’ultimo periodo c’è un ritorno in grande stile della passione verso questo tipo di arte così distante dalla nostra e così particolare, e lo si può notare sia dalla presenza sempre più numerosa di mostre dedicate a questi artisti, sia dall’acquisto di oggetti e poster che riproducono anche solo lontanamente, qualcosa che sia giapponese. E la carta da parati giapponese contribuisce ad alimentare questa sorta di moda, di ritorno all’esotismo del passato.

L’ukiyo-e si sviluppa nel cosiddetto periodo Edo della storia giapponese, così chiamato da Edo, nome antico di quella che oggi è Tokyo, che nel XIX secolo conosce un enorme sviluppo diventando in breve tempo porto più importante del paese, e che nel giro di un secolo andrà a sostituire Kyoto come Capitale dell’Impero, assumendo il nome di Capitale orientale per via della sua posizione più a est rispetto a Kyoto.

Come si accennava nel paragrafo precedente, l’ukiyo-e – che nasce anche per attirare gli acquirenti occidentali, spesso con opere realizzate ad hoc per loro e quindi stereotipate – è uno stile molto realistico, che spazia dalla realizzazione di scene di vita quotidiana soprattutto dei contadini e dei pescatori, alla realizzazione di stupendi paesaggi ispirati alla natura, come per esempio la serie sul Monte Fuji – vetta più alta del Giappone, montagna sacra dello shintoismo, che un tempo si vedeva anche da Tokyo (oggi in rare occasioni) – realizzata da Hokusai.

Ukiyo-e che, tre altre cose, diede origine in Europa proprio al fenomeno chiamato giapponismo, ovvero artisti o aspiranti tali non giapponesi ma europei che realizzarono una quantità esorbitante di opere ispirate se non addirittura copiate da quelle dei grandi artisti orientali. L’esempio più noto e suggestivo è Monet, con le sue ninfee, ma la lista è davvero lunga.

Proprio Hokusai è forse il pittore nipponico più celebre e venerato in Occidente, tanto che la maggior parte degli amanti di questa cultura sarebbe ben felice di avere la Grande Onda, la sua opera più nota, a fare da sfondo al divano in salotto. Un modo diverso e sicuramente originale di creare dinamismo nell’ambiente, aumentarne la profondità e al contempo sfruttare la delicatezza dello stile orientale, il blu del mare, il bianco delle onde increspate, e il rosa tenue del cielo, per trasmettere una grande sensazione di tranquillità.

Chi cerca qualcosa di meno mainstream, ma comunque giapponese, può anche scegliere qualcosa di inedito, non per forza riprodurre un’opera di Hokusai. Come una carta da parati che rappresenta un paesaggio silenzioso, ispirato al movimento giapponese di cui si è parlato, ma che però è senza tempo. Un paesaggio che ha come protagonista degli splendidi fiori di ciliegio, che danno idea di eleganza grazie alla loro forma delicata e al rosa che li contraddistingue, e che uniti allo sfondo con il mare, la foresta e la montagna in lontananza, danno anche in questo caso una grande sensazione di pace.

Kanji e manga

Per qualcuno, però, l’intero paesaggio potrebbe risultare troppo, o anche in questo caso troppo banale. Fortunatamente, l’arte giapponese fa molto uso di simboli, ed è anche spesso presente nella cultura POP visto che, insieme a Europa e Stati Uniti, l’arcipelago del Sol Levante è uno degli stati più culturalmente influenti del globo.

Ecco quindi a fare da contrasto allo stile ukiyo-e e al giapponismo qualche idea in grado di accontentare anche il cultore del Giappone più esigente:

  • Una parete di Kanji. Un’idea sobria e al contempo originale è scegliere una carta da parati con i Kanji, ovvero i simboli di origine cinese che sono usati nell’alfabeto giapponese per esprimere parole e sillabe. Un’idea perfetta soprattutto per coloro che hanno studiato la lingua giapponese e quindi nella loro nuova stanza o camera possono applicare una carta da parati estremamente personale, con kanji e quindi frasi scelti da loro.
  • I manga migliori. Il culto del Giappone moderno nasce soprattutto dalla passione per i manga e gli anime, nata a partire dagli anni Ottanta, quando tali prodotti (chiamati erroneamente “cartoni animati giapponesi”) sono approdati nel Bel Paese per merito della TV Commerciale. Tappezzare una parete con la carta da parati in stile manga, magari scegliendo le scene più significative, è un’alternativa non solo all’ukiyo-e e ai paesaggi ma anche ai fumetti occidentali o ispirati all’anti POP- Art di Roy Lichtenstein, anch’essi molto in voga.
  • Natura e geometria. Sempre in stile giapponese, ma non paesaggistico, è la carta da parati (perfetta per ambienti come il bagno) che riproduce fiori e piante tipiche del Giappone, sempre realizzati con il particolare disegno orientale. Sicuramente renderà il momento del bagno ancora più rilassante, ed è possibile anche coordinarla a dei fiori reali da mettere sui bordi della vasca o del lavandino.