La lingua batte dove il dente duole è un detto popolare molto noto usato con il significato metaforico di “il pensiero va sempre a ciò che ci fa soffrire”. Questo è particolarmente vero anche per l’arredamento dei nostri interni, se pensiamo agli eventuali elementi inestetici che possono essere presenti in casa. Ognuno di noi ha un angolo, uno spazio, una stanza che non è riuscito ad arredare come vorrebbe, che non ha avuto il tempo di allestire a dovere, o che presenta elementi funzionali ma non particolarmente belli da vedere. In ogni casa, forse anche quella più high class, c’è un angolo che potrebbe essere migliorato, a cui il nostro pensiero va – se non sempre – molto spesso. Magari ce ne siamo accorti in questo periodo di vita casalinga allungata dove siamo stati costretti a reinventarci la permanenza nei nostri ambienti domestici, trasformati in un attimo in uffici, sale meeting (reali e virtuali), spazi di gioco, scuole. Siamo più attenti ai nostri ambienti, perdiamo più tempo a osservarli e ci accorgiamo di inestetismi ed elementi che non sono in armonia con il resto.

È qui che entra in gioco la carta da parati e il suo potere di trasformare gli spazi, integrando gli elementi di disturbo o non particolarmente estetici, in un insieme coerente ed esteticamente appagante.

Com’è il mio spazio e come posso migliorarlo?

Non sempre si può intervenire da zero su un muro spoglio in cui allestire indisturbati. Più spesso si tratta di rendere nuovi spazi con pareti già occupate da elementi o accessori funzionali, che viviamo quotidianamente. Il punto di partenza è sempre osservare attentamente il proprio spazio da migliorare e porsi qualche domanda. Che funzione ha? È uno spazio di passaggio o una area particolarmente vissuta? Che accessori ci sono e di che elementi necessita? Cosa non mi piace?

Quali mobili ci sono? Come posso intervenire?

Abbiamo preso come esempio un angolo come quello della zona TV, dove cavi, accessori elettrici e device funzionali non sempre duettano alla perfezione con arredamento e interni. La stessa TV può diventare un elemento disarmonico che può essere integrato nell’arredamento movimentando la parete con un wallcovering di carattere. Il segreto è la possibilità che mettiamo a disposizione di vedere le alternative possibili a parete, progettando soluzioni su misura in base alle singole esigenze di spazio.

Wallcovering che arredano: scegliere la carta da parati

Se vogliamo lavorare in termini di armonia e movimento, una carta da parati geometrica è sempre una delle scelte più valide per migliorare l’estetica quando i muri non sono liberi. Questo perché il pattern scelto crea un equilibrio e un ritmo generale mimetizzando visivamente gli elementi “di disturbo”. La possibilità di personalizzare i colori in base all’arredamento e alle forniture è un plus che conduce alla scelta più adatta al nostro ambiente.

Se si tratta di un living, una zona relax o una camera da letto, l’eleganza di un wallcovering con motivi damascati è la scelta giusta per dare armonia e un tocco raffinato. Nel nostro esempio i toni sono delicati e avvolgenti, e si può giocare non solo in termini cromatici ma anche sulla disposizione della carta in base ai disegni e agli elementi che la caratterizzano.

A tutto colore con una carta da parati artistica e moderna che cattura l’attenzione vivacizzando l’ambiente con un tocco di astrattismo decorativo. In questo modo le immagini, gli azzardi cromatici e le forme sinuose si impongono sugli ingombri inestetici o gli elementi che, a parete vuota, risulterebbero disturbanti.

Wallcovering sartoriali

Per intervenire su uno spazio già vissuto e ammobiliato è necessario valutare soluzioni su misura e personalizzate che si coniughino alle singole necessità. Il nostro staff di designer può proporre alternative estetiche e cromatiche lavorando sui tuoi ambienti e sulle infinite possibilità di allestimento. Il nostro approccio tailor made può mostrarti i mille volti che possono assumere le nostre carte da parati in un dialogo virtuoso con i tuoi spazi e le tue esigenze.